Bubal è un nome un po' strano, vero? Un po' insolito... sapete perché? Perché Bubal non è una bambina dei nostri tempi, ma ha vissuto tanto tanto tempo fa, quando gli uomini e le donne non sapevano ancora né scrivere, né contare.
Il suo papà le aveva affidato un compito importantissimo: accudire le pecore di famiglia e stare attenta a non perderne neanche una. La bimba, che ci teneva proprio tanto a dimostrare al papà di meritare la sua fiducia, allora si ingegna per fare in modo che tutte le pecore ogni sera tornino nel proprio recinto, senza dimenticarne neanche una sola. Può sembrare facile per noi, che sappiamo contare, ma per Bubal quello era un problema vero e proprio. Volete sapere cosa si è inventata per riuscire a portare a termine con successo il suo compito? Dovete scoprirlo leggendo questo fantastico libro di Anna Cerasoli!
Ho già recensito alcuni di libri di questa autrice, che è una delle più valide in Italia per quanto riguarda la letteratura per l'infanzia in ambito matematico.
Il punto di forza di questo libro in particolare è il linguaggio semplice e chiaro e, allo stesso tempo, preciso e rigoroso. La narrazione è coinvolgente e accompagna i bambini ad immedesimarsi piano piano nella piccola protagonista e a seguirla nei ragionamenti. Bubal per risolvere il suo problema, fa molti tentativi, aiutando i lettori ad avvicinarsi a questo metodo di apprendimento per prove ed errori, dove l'errore assume una valenza molto significativa per giungere poi alla risoluzione migliore. Inoltre, il racconto mette in luce come spesso, per un unico problema, possano esistere molteplici soluzioni e vie risolutive e anche questo è un concetto di grande importanza nella matematica ma anche, in generale, nella vita.
Le immagini della Guicciardini sono molto simpatiche e completano eccellentemente il testo.
Il libro è un ottimo spunto per le insegnanti per affrontare i temi del conteggio e dei simboli numerici.
Questo racconto si può trovare anche all'interno di una raccolta, intitolata "E' matematico", che racchiude altre tre racconti della stessa autrice.
Voto personale: 9
Notizie in breve
Titolo: La grande invenzione di Bubal
Autore: Anna Cerasoli
Illustratore: Desideria Guicciardini
Editore: Emme Edizioni
Pagine:56
Età consigliata: 7-9 anni
domenica 17 settembre 2017
sabato 9 settembre 2017
FROM HEAD TO TOE
Mi piace moltissimo utilizzare i libri anche in lingua inglese perché li trovo sempre molto ricchi di stimoli. Innanzitutto se l'inglese è la lingua originale dell'autore, spesso troviamo espressioni più melodiose che non sempre nelle traduzioni è possibile riprodurre e poi si può sempre scegliere se utilizzarli in inglese, con tutte le ricadute del caso (avvicinamento alla lingua, sia come sonorità che come lessico e sintassi) o se tradurli.
Il libro che ho deciso di recensire oggi, inoltre, utilizza un altro linguaggio ancora per comunicare con il lettore: il linguaggio del corpo, anche se si tratta di corpi di gorilla, giraffe o pinguini...
L'albo di Eric Carle presenta infatti una carrellata di animali che affermano di saper compiere un determinato movimento con una parte del corpo. Ogni volta essi domandano ad un bambino se anche lui è in grado di farlo; i bambini riproducono il movimento è rispondono alla domanda.
Si tratta di un libro decisamente trasversale, utilizzabile in moltissimi modi: lo si può semplicemente leggere, lo si può recitare a più voci, lo si può drammatizzare, o lo si può anche giocare, andando oltre le pagine del libro e trovando nuovi animali con nuovi movimenti.
Al bambino viene data l'occasione di sperimentare la propria motricità e indagare il proprio corpo. Può essere inoltre uno stimolo per imparare a nominare - per i più piccoli - le parti anatomiche meno scontate, come petto, fianchi, ginocchia. Usandolo in lingua inglese, oltre alla formula interrogativa "Can you do it?", i bambini possono apprendere i nomi di alcuni animali, delle parti del corpo e alcuni verbi di movimento.
A mio parere, la genialità dell'autore è stata proprio quella di riuscire a creare movimento all'interno delle tavole bidimensionali delle pagine.
Proprio per i suoi molteplici possibili utilizzi questo libro può essere consigliato per diverse fasce d'età, dai più piccoli di 3/4 anni ai più grandi fino a 10 anni. Io proprio l'anno scorso l'ho utilizzato a scuola con un gruppo di bambini di classe quarta, costruendo, dopo la lettura, diversi giochi motori e sfide in inglese.
Le immagini, nello stile inconfondibile dell'autore-illustratore, a me piacciono moltissimo per la loro espressività, per la brillantezza dei colori e anche per la semplicità.
Voto personale: 9
Notizie in breve
Titolo: From head to toe (Traduzione: Dalla testa ai piedi)
Autore e illustratore: Eric Carle
Editore: Harper Collins Publishers
Pagine: 26
Età consigliata: 4-10 anni
Il libro che ho deciso di recensire oggi, inoltre, utilizza un altro linguaggio ancora per comunicare con il lettore: il linguaggio del corpo, anche se si tratta di corpi di gorilla, giraffe o pinguini...
L'albo di Eric Carle presenta infatti una carrellata di animali che affermano di saper compiere un determinato movimento con una parte del corpo. Ogni volta essi domandano ad un bambino se anche lui è in grado di farlo; i bambini riproducono il movimento è rispondono alla domanda.
Si tratta di un libro decisamente trasversale, utilizzabile in moltissimi modi: lo si può semplicemente leggere, lo si può recitare a più voci, lo si può drammatizzare, o lo si può anche giocare, andando oltre le pagine del libro e trovando nuovi animali con nuovi movimenti.
Al bambino viene data l'occasione di sperimentare la propria motricità e indagare il proprio corpo. Può essere inoltre uno stimolo per imparare a nominare - per i più piccoli - le parti anatomiche meno scontate, come petto, fianchi, ginocchia. Usandolo in lingua inglese, oltre alla formula interrogativa "Can you do it?", i bambini possono apprendere i nomi di alcuni animali, delle parti del corpo e alcuni verbi di movimento.
A mio parere, la genialità dell'autore è stata proprio quella di riuscire a creare movimento all'interno delle tavole bidimensionali delle pagine.
Proprio per i suoi molteplici possibili utilizzi questo libro può essere consigliato per diverse fasce d'età, dai più piccoli di 3/4 anni ai più grandi fino a 10 anni. Io proprio l'anno scorso l'ho utilizzato a scuola con un gruppo di bambini di classe quarta, costruendo, dopo la lettura, diversi giochi motori e sfide in inglese.
Le immagini, nello stile inconfondibile dell'autore-illustratore, a me piacciono moltissimo per la loro espressività, per la brillantezza dei colori e anche per la semplicità.
Voto personale: 9
Notizie in breve
Titolo: From head to toe (Traduzione: Dalla testa ai piedi)
Autore e illustratore: Eric Carle
Editore: Harper Collins Publishers
Pagine: 26
Età consigliata: 4-10 anni
Etichette:
Animali,
corpo umano,
Eric Carle,
From head to toe,
Harper Collins Publishers,
libro cartonato,
libro in inglese,
libro interattivo,
movimenti,
parti del corpo,
Scienze,
Scuola dell'infanzia,
Scuola primaria
domenica 3 settembre 2017
SI VA A SCUOLA
Siamo a settembre, l'inizio della scuola è agli sgoccioli e, per qualcuno, questo rappresenta un momento di passaggio molto importante e significativo a livello emotivo e di crescita.
Lo è in particolare per i più piccoli che si trovano ad affrontare l'inserimento nella scuola dell'infanzia e per i bimbi che stanno per effettuare il passaggio dalla scuola dell'infanzia alla scuola primaria.
Si tratta di un momento importantissimo perché è un momento di allontanamento da ciò che i bimbi conoscono, è loro familiare, ad una realtà nuova ed ignota. Questo spesso comporta paura e emozione e rappresenta una grande occasione di crescita e maturazione, soprattutto a livello di autodeterminazione e autonomia.
Per questo ho deciso di recensire per voi un libro che tratta questo tema con delicatezza e competenza. L'autore è Alberto Pellai, uno psicoterapeuta dell'età evolutiva e ricercatore presso la facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università degli Studi di Milano. Io ho avuto occasione di ascoltarlo ad un incontro per genitori ed insegnanti e mi ha colpito molto.
Il libro si divide in due capitoli: il primo dedicato all'attesa dell'ingresso nella scuola primaria, il secondo che racconta il primo giorno di scuola del piccolo protagonista.
Ad accompagnare il bambino della storia ci sono alcuni personaggi fondamentali: la mamma, il papà, la maestra e il suo inseparabile orsetto Scintilla che rappresenta il suo alter ego da cui emergono dubbi, paure e insicurezze.
La prima parte è tutta legata alle aspettative, a quello che il bambino ha sentito sulla scuola, dove la maestra potrebbe essere severa e coi denti storti, dove non ci sarà più tempo per giocare, dove tutto sarà difficilissimo e non si riderà mai.
La mamma allora accompagnerà il bimbo a vedere la sua scuola, andranno a comprare la cartella e emergerà come le tante paure nascano dal fatto di non conoscere quello che verrà.
Poi arriverà il primo giorno di scuola, l'autore dedica molto spazio a raccontare le azioni svolte a casa dal piccolo protagonista e i genitori prima di andare a scuola per poi passare ad un racconto per impressioni sensoriali una volta varcato l'ingresso dell'edificio scolastico, dove tutto avrà un colore, un odore, un suono...
Il racconto è strutturato con delicatezza e maestria ed è accompagnato da immagini chiare ed evocative, dove molta importanza è data anche ai colori delle pagine.
Insieme al libro c'è anche un CD audio con all'interno 4 tracce: la prima è una canzone sul tema delle letture che parlano al cuore, nella seconda e nella terza traccia possiamo ascoltare la storia letta e narrata da Silvano Piccardi e l'ultima invece è un commento dell'autore che si rivolge a genitori ed insegnanti, offrendo spunti di lettura e riflessione sul libro e consigli su come utilizzarlo.
Il libro può essere letto sia a casa dai genitori che nelle scuole dagli insegnanti sia al termine della scuola dell'infanzia che all'inizio della classe prima di scuola primaria.
Le operazioni messe in atto dai genitori e dall'insegnante nel libro rappresentano dei consigli per aiutare i bambini ad affrontare questo importante momento della loro crescita.
Voto personale: 8
Notizie in breve
Titolo: Si va a scuola. Prepararsi ai primi giorni in classe
Autore: Alberto Pellai
Illustratore: Giuliano Lunelli
Editore: Erickson
Pagine:70
Età consigliata: 5-6 anni
Lo è in particolare per i più piccoli che si trovano ad affrontare l'inserimento nella scuola dell'infanzia e per i bimbi che stanno per effettuare il passaggio dalla scuola dell'infanzia alla scuola primaria.
Si tratta di un momento importantissimo perché è un momento di allontanamento da ciò che i bimbi conoscono, è loro familiare, ad una realtà nuova ed ignota. Questo spesso comporta paura e emozione e rappresenta una grande occasione di crescita e maturazione, soprattutto a livello di autodeterminazione e autonomia.
Per questo ho deciso di recensire per voi un libro che tratta questo tema con delicatezza e competenza. L'autore è Alberto Pellai, uno psicoterapeuta dell'età evolutiva e ricercatore presso la facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università degli Studi di Milano. Io ho avuto occasione di ascoltarlo ad un incontro per genitori ed insegnanti e mi ha colpito molto.
Il libro si divide in due capitoli: il primo dedicato all'attesa dell'ingresso nella scuola primaria, il secondo che racconta il primo giorno di scuola del piccolo protagonista.
Ad accompagnare il bambino della storia ci sono alcuni personaggi fondamentali: la mamma, il papà, la maestra e il suo inseparabile orsetto Scintilla che rappresenta il suo alter ego da cui emergono dubbi, paure e insicurezze.
La prima parte è tutta legata alle aspettative, a quello che il bambino ha sentito sulla scuola, dove la maestra potrebbe essere severa e coi denti storti, dove non ci sarà più tempo per giocare, dove tutto sarà difficilissimo e non si riderà mai.
La mamma allora accompagnerà il bimbo a vedere la sua scuola, andranno a comprare la cartella e emergerà come le tante paure nascano dal fatto di non conoscere quello che verrà.
Poi arriverà il primo giorno di scuola, l'autore dedica molto spazio a raccontare le azioni svolte a casa dal piccolo protagonista e i genitori prima di andare a scuola per poi passare ad un racconto per impressioni sensoriali una volta varcato l'ingresso dell'edificio scolastico, dove tutto avrà un colore, un odore, un suono...
Il racconto è strutturato con delicatezza e maestria ed è accompagnato da immagini chiare ed evocative, dove molta importanza è data anche ai colori delle pagine.
Insieme al libro c'è anche un CD audio con all'interno 4 tracce: la prima è una canzone sul tema delle letture che parlano al cuore, nella seconda e nella terza traccia possiamo ascoltare la storia letta e narrata da Silvano Piccardi e l'ultima invece è un commento dell'autore che si rivolge a genitori ed insegnanti, offrendo spunti di lettura e riflessione sul libro e consigli su come utilizzarlo.
Il libro può essere letto sia a casa dai genitori che nelle scuole dagli insegnanti sia al termine della scuola dell'infanzia che all'inizio della classe prima di scuola primaria.
Le operazioni messe in atto dai genitori e dall'insegnante nel libro rappresentano dei consigli per aiutare i bambini ad affrontare questo importante momento della loro crescita.
Voto personale: 8
Notizie in breve
Titolo: Si va a scuola. Prepararsi ai primi giorni in classe
Autore: Alberto Pellai
Illustratore: Giuliano Lunelli
Editore: Erickson
Pagine:70
Età consigliata: 5-6 anni
Etichette:
Alberto Pellai,
andare a scuola,
crescita,
Erickson,
Giuliano Lunelli,
libro con cd audio,
libro per crescere,
Parlami del cuore junior,
scuola,
Scuola primaria,
si va a scuola
giovedì 31 agosto 2017
UN TRASCURABILE DETTAGLIO
Ho scoperto questo libro grazie alla rivista Andersen, ne sono rimasta molto incuriosita e, quando me lo son ritrovato davanti quest'estate nella mia libreria preferita di Lignano Pineta, l'ho preso al volo!
Devo dire che l'alta aspettativa che avevo nei suoi confronti è stata pienamente confermata.
Come dice il retro copertina, questo è un libro che parla a ciascuno di noi. Ed il motivo è semplice: ognuno di noi può immedesimarsi nel piccolo protagonista della storia perché il trascurabile dettaglio del titolo, altro non è che un piccolo difetto. E chi non ha almeno un difetto?
Ma come può un difetto, che cresce, infastidisce e tutti notano, a poter essere definito "un trascurabile dettaglio"? La risposta sta proprio nel racconto che parte dalla nascita del protagonista e prosegue per diversi anni, in particolare quelli della scuola, dove il difetto da piccolo piccolo, diventerà brutto ed ingombrante. A questo punto il protagonista incontrerà una serie di dottori, fino a trovare quello giusto che lo aiuterà con una formula magica a ridimensionare il suo difetto per riuscire a conviverci e a convivere bene con gli altri.
Le cose che mi piacciono di questo racconto sono davvero molte:
- il protagonista non ha nome: in lui possiamo davvero rivedere chiunque (noi stessi, un figlio o alunno);
- il colore giallo: nell'albo il difetto è stato rappresentato come una specie di macchiolina, di filo aggrovigliato ed è stato fatto giallo, come il sole, come l'allegria, un colore acceso e vivo, per sottolinearne la non-negatività;
- il fatto che il difetto nasca insieme al protagonista e che inizialmente sia piccolissimo, mentre poi cresca al punto da diventare incontrollabile tanto che il bambino finisce per sentirsi inglobato da lui. "Ho cominciato a pensare di essere come lui" dice ad un certo punto. Questo passaggio mi ha colpita, perché apre a moltissime riflessioni sul nostro io, sulla possibilità di scegliere chi e cosa essere, sul peso di nascere con certi "difetti" che siano estetici, cognitivi, fisici e sul modo in cui la società percepisce questi difetti;
- la risoluzione della storia che mira alla presa di coscienza di sé: è vero, si parla di una "formula magica", ma questa altro non è che il prendere coscienza che il nostro difetto, qualunque esso sia, è solo una parte di noi e siamo noi che possiamo decidere che dimensione avrà nella nostra vita. Più noi lo vedremo piccolo, più anche gli altri lo percepiranno tale. E non c'è pretesa di eliminarlo, ma invito a conoscerlo per conviverci con serenità.
- da ultimo, il titolo: io l'ho trovato geniale perché l'intero libro si riassume perfettamente in quella semplice espressione "Un trascurabile dettaglio" e non c'è stato nemmeno bisogno di utilizzarla tra le pagine del racconto.
Voto personale: 9
Notizie in breve
Titolo: Un trascurabile dettaglio
Autore: Anne-Gaëlle Balpe
Illustratore: Csil
Editore: Terre di Mezzo
Pagine: 46
Età consigliata: 6-10 anni
Devo dire che l'alta aspettativa che avevo nei suoi confronti è stata pienamente confermata.
Come dice il retro copertina, questo è un libro che parla a ciascuno di noi. Ed il motivo è semplice: ognuno di noi può immedesimarsi nel piccolo protagonista della storia perché il trascurabile dettaglio del titolo, altro non è che un piccolo difetto. E chi non ha almeno un difetto?
Ma come può un difetto, che cresce, infastidisce e tutti notano, a poter essere definito "un trascurabile dettaglio"? La risposta sta proprio nel racconto che parte dalla nascita del protagonista e prosegue per diversi anni, in particolare quelli della scuola, dove il difetto da piccolo piccolo, diventerà brutto ed ingombrante. A questo punto il protagonista incontrerà una serie di dottori, fino a trovare quello giusto che lo aiuterà con una formula magica a ridimensionare il suo difetto per riuscire a conviverci e a convivere bene con gli altri.
Le cose che mi piacciono di questo racconto sono davvero molte:
- il protagonista non ha nome: in lui possiamo davvero rivedere chiunque (noi stessi, un figlio o alunno);
- il colore giallo: nell'albo il difetto è stato rappresentato come una specie di macchiolina, di filo aggrovigliato ed è stato fatto giallo, come il sole, come l'allegria, un colore acceso e vivo, per sottolinearne la non-negatività;
- il fatto che il difetto nasca insieme al protagonista e che inizialmente sia piccolissimo, mentre poi cresca al punto da diventare incontrollabile tanto che il bambino finisce per sentirsi inglobato da lui. "Ho cominciato a pensare di essere come lui" dice ad un certo punto. Questo passaggio mi ha colpita, perché apre a moltissime riflessioni sul nostro io, sulla possibilità di scegliere chi e cosa essere, sul peso di nascere con certi "difetti" che siano estetici, cognitivi, fisici e sul modo in cui la società percepisce questi difetti;
- la risoluzione della storia che mira alla presa di coscienza di sé: è vero, si parla di una "formula magica", ma questa altro non è che il prendere coscienza che il nostro difetto, qualunque esso sia, è solo una parte di noi e siamo noi che possiamo decidere che dimensione avrà nella nostra vita. Più noi lo vedremo piccolo, più anche gli altri lo percepiranno tale. E non c'è pretesa di eliminarlo, ma invito a conoscerlo per conviverci con serenità.
- da ultimo, il titolo: io l'ho trovato geniale perché l'intero libro si riassume perfettamente in quella semplice espressione "Un trascurabile dettaglio" e non c'è stato nemmeno bisogno di utilizzarla tra le pagine del racconto.
Voto personale: 9
Notizie in breve
Titolo: Un trascurabile dettaglio
Autore: Anne-Gaëlle Balpe
Illustratore: Csil
Editore: Terre di Mezzo
Pagine: 46
Età consigliata: 6-10 anni
Etichette:
accettazione di sè,
Anne-Gaëlle Balpe,
autostima,
Csil,
difetto,
difetto genetico,
difficoltà,
difficoltà scolastiche,
libri consigliati,
scuola,
Scuola primaria,
Terre di mezzo,
Un trascurabile dettaglio
martedì 29 agosto 2017
DOV'E' LA MIA MAMMA?
La trama è semplice e già presente in altri albi, mi ha infatti subito ricordato "Oh-oh" di Chris Haughton: un cucciolo - in questo, caso una scimmietta - ha perso la sua mamma e cerca di ritrovarla grazie ad un aiutante - qui, una farfalla - che, man mano, lo porta davanti ad un animale ogni volta diverso chiedendo se proprio lui sia la sua mamma.
Se nella storia del gufetto di Haughton si gioca molto di più sull'aspetto emotivo e ironico, grazie alle illustrazioni d'effetto, i testi molto brevi e la ciclicità della storia, nel caso della scimmietta della Donaldson, invece, si dà molto più risalto alla ricerca delle somigliane e delle differenze tra i vari animali, di cui si elencano numerose caratteristiche fisiche.
Anche la scelta dell'animale aiutante non è dettata dal caso: la farfalla, infatti, non può dare per scontato che la mamma di una piccola scimmia le assomigli in tutto e per tutto (eccetto per le dimensioni), perché per la sua esperienza, i piccoli possono essere molto molto diversi dai propri genitori (i suoi piccoli sono bruchi, non piccole farfalle!).
In questo libro dietro al comunque presente aspetto emotivo, vi è quindi celato anche un significativo aspetto didattico legato alla biologia degli animali.
Voto personale: 8 e 1/2
Notizie in breve
Titolo: Dov'è la mia mamma?
Autore: Julia Donaldson
Illustratore: Axel Sheffler
Editore: Emme Edizioni
Pagine: 24
Età consigliata: 2-5 anni
venerdì 25 agosto 2017
FACCIAMO CHE ERAVAMO
Ecco per voi la recensione di un libro che mi ha fatto piangere come una bambina.
Paolo, 13 anni, racconta il proprio nonno. Racconta il profondo rapporto che li lega, da quando lui ha memoria, da quando aveva 3 anni e nonno Aldo lo portava al parco a giocare.
Come tutte le relazioni, anche quella tra Paolo e Aldo col tempo che passa si modifica, pian pianino. Soprattutto perché il nonno, a cui piace tantissimo giocare al "Facciamo che eravamo..." un giorno non ricorda più la strada per tornare a casa. Paolo - anzi Paolino al tempo - crede che questo sia solo uno dei tanti giochi del nonno, gli mostra allora la strada e arriva a casa tutto orgoglioso."Sono stato bravo? Sono stato bravo?" chiedevo eccitato alla mamma e saltavo e mi applaudivo da solo, battendo le mani. "Il nonno non sapeva più la strada, non la sapeva più. L'ho portato io, sono stato bravo?" Continuavo a ripetere.
Non capivo perché la mamma non mi guardasse neanche e non avesse sul viso nemmeno una punto di sorriso. Guardava solo lui, suo padre, cioè il nonno Aldo, e sembrava tanto spaventata.
Sì, per noi grandi è facile capirlo: nonno Aldo ha l'Alzheimer. Ma per i piccoli?
Ecco che Paolo ci racconta con l'ingenuità che contraddistingue l'infanzia, come la vita del nonno, e la sua, siano cambiate prima bruscamente e poi sempre più dolcemente. Il racconto procede per associazioni e paragoni, dove la nuova vita del nonno al ricovero assomiglia tanto a quella di paolino alla scuola dell'infanzia. Ci viene narrato un viaggio, colmo di tenerezza e anche di una crescente consapevolezza che porterà Paolo a tornare a giocare col nonno come un tempo.
... con lo sguardo un po' perso, chiede ancora "Chi sei?"
Allora gli rispondo: "Facciamo che eravamo nonno e nipote. Io mi chiamavo Paolino e tu nonno Aldo, va bene?"
Tante volte il nonno ha fatto questo gioco per me, adesso lo faccio io per lui.
[...] E io, per lui, posso ritornare a essere paolino, anche se per tutti ormai sono Paolo.
A mio parere la grandezza di questo libro è quella di trattare un tema forte, non solo della malattia, ma anche della vecchiaia in genere, con una tenerezza e delicatezza incredibile, quasi palpabile.
Il punto di vista di Paolo permette al lettore di immedesimarsi nel protagonista per coglierne tutte le emozioni e stati d'animo.
Le immagini di Desideria Guicciardini inoltre si inseriscono perfettamente nello scheletro del testo, completandolo quasi in punta di piedi.
Agli adulti emotivi come me, consiglio un pacchetto di fazzoletti al fianco durante la lettura di questo libro poetico, forte e delicato al tempo stesso.
Voto personale: 9 e 1/2
Notizie in breve
Titolo: Facciamo che eravamo
Autore: Silvia Roncaglia
Illustratore: Desideria Guicciardini
Editore: Gruppo Abele
Pagine: 44
Età consigliata: 6-10 anni
Etichette:
affetti,
alzheimer,
Desideria Guicciardini,
Edizioni Gruppo Abele,
Facciamo che eravamo,
famiglia,
I Bulbi dei Piccoli,
malattia,
nonni,
Scuola primaria,
Silvia Roncaglia
lunedì 24 luglio 2017
SENZA TITOLO
Può esistere un libro senza titolo? E un libro che non è stato ancora finito di scrivere?? Grazie ad Hervé Tullet, sì! Eccolo qui, con le inconfondibili illustrazioni di questo autore un po' pazzerello e giocherellone. Così giocherellone, pensate, che troviamo anche lui all'interno del libro.
Come tutte le opere di Tullet, anche questo libro non presenta un canonico racconto, ma ci accompagna in un'esperienza interattiva e molto divertente.
Interattiva perché i personaggi dialogano con il lettore, parlandogli, guardandolo, invitandolo nel mondo magico e segreto dei personaggi di un libro e nello studio del loro autore.
Tutti i personaggi si mobilitano per intrattenere i piccoli lettori, anche se il libro non è ancora pronto e... chissà cosa si inventeranno una fata, un omino stilizzato, un maiale, un cane, un verme e un mostro per rendere piacevole la lettura delle pagine di questo libro strampalato!
Non mi stancherò mai di esaltare la genialità di Tullet, che non smette mai di stupire per originalità e ironia.
Suggerisco il libro a chi ha voglia di divertirsi e giocare.
Voto personale: 8 e 1/2
Notizie in breve
Titolo: Senza titolo
Autore e illustratore: Hervé Tullet
Editore: Franco Cosimo Panini
Pagine: 64
Età consigliata: 4-6 anni
Come tutte le opere di Tullet, anche questo libro non presenta un canonico racconto, ma ci accompagna in un'esperienza interattiva e molto divertente.
Interattiva perché i personaggi dialogano con il lettore, parlandogli, guardandolo, invitandolo nel mondo magico e segreto dei personaggi di un libro e nello studio del loro autore.
Tutti i personaggi si mobilitano per intrattenere i piccoli lettori, anche se il libro non è ancora pronto e... chissà cosa si inventeranno una fata, un omino stilizzato, un maiale, un cane, un verme e un mostro per rendere piacevole la lettura delle pagine di questo libro strampalato!
Non mi stancherò mai di esaltare la genialità di Tullet, che non smette mai di stupire per originalità e ironia.
Suggerisco il libro a chi ha voglia di divertirsi e giocare.
Voto personale: 8 e 1/2
Notizie in breve
Titolo: Senza titolo
Autore e illustratore: Hervé Tullet
Editore: Franco Cosimo Panini
Pagine: 64
Età consigliata: 4-6 anni
Etichette:
autore,
Franco Cosimo Panini,
Hervé Tullet,
libro divertente,
libro interattivo,
libro non ancora finito,
Scuola dell'infanzia,
Scuola primaria,
Senza titolo
lunedì 26 giugno 2017
LA BAMBINA DEI LIBRI
Vincitore del BolognaRagazzi Award 2017 nella sezione "FICTION" ecco "La bambina dei libri", realizzato a quattro mani da Oliver Jeffers e Sam Winston.
Parto subito esplicitando il mio entusiasmo nei confronti di questo libro che ho trovato semplicemente incredibile, per la sua capacità di portarti dentro alle sue pagine, per poi ributtarti nel mondo con una consapevolezza diversa e quasi magica.
Non si tratta del racconto di una storia, ma di un viaggio nelle storie, anzi nel mondo delle storie. Un mondo fatto di foreste, castelli, tesori, balene, lampade...Un mondo fatto di fantasia, dove il comune denominatore sono le PAROLE, che si susseguono nel libro parlando al lettore non solo attraverso il linguaggio scritto, ma anche attraverso la costruzione di scenari grafici.
Azzardo una personalissima interpretazione che cerca di andare oltre le pagine. La azzardo perché io sono stata portata lì dalla bambina dei libri, la azzardo perché credo che la richiesta di liberare la propria fantasia, esplicitata nell'ultima pagina, mi autorizzi in un certo senso a sbilanciarmi.
Trovo che questo non sia semplicemente un libro per bambini e che, in fondo, non parli solo di storie immaginarie.
Chi è la bambina dei libri? E' la magia dei libri, la forza attrattiva che sentiamo nei loro confronti, nei confronti delle storie, delle narrazioni, che impregnano da sempre la vita dell'uomo, fin dalla sua antichità. La nostra vita è una storia, che raccontiamo in mille e mille modi. Ne facciamo memoria perché è preziosa per il nostro IO di oggi, e ci permette di diventare l'IO di domani.
C'è una pagina che mi ha compito più delle altre. E' questa:
Mi ha colpita perché - sempre secondo la mia interpretazione - l'uomo in primo piano non solo ha perso la dote innata dei bambini di viaggiare con la fantasia, ma ha smarrito anche se stesso e la bellezza di vivere la propria vita come una BELLA STORIA.
L'invito "Vieni via con me" della bambina dei libri è un invito a VIVERE la propria vita, la propria STORIA come un'avventura incredibile, dove i problemi diventano stimoli e gli ostacoli occasioni, dove le soluzioni non sono certo facili, ma esistono, se le si cerca con cura, attenzione e amore.
Io rivedo un po' il mio modo di guardare alla vita dentro queste pagine e auguro che suscitino tanta meraviglia anche in voi!Voto personale: 10
Notizie in breve
Titolo: La bambina dei libri
Autore: Oliver Jeffers
Illustratori: Oliver Jeffers e Sam Winston
Editore: Lapis
Pagine: 36
Età consigliata: 4-8 anni
Etichette:
fantasia,
immaginazione,
La bambina dei libri,
Lapis,
lapis edizioni,
leggere,
lettura,
libri per bambini,
mondo dei libri,
Oliver Jeffers,
Sam Winston,
Scuola dell'infanzia,
Scuola primaria,
viaggio
Iscriviti a:
Post (Atom)




















